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Ricorso del Veneto: bonus carburante sospeso

Il bonus carburante è stato sospeso fino a marzo 2012 a causa del ricorso della regione Veneto al Tar del Lazio contro la legge che istituiva il fondo e innalzava le royalty dal 7% al 10% sui profitti dei petrolieri. Il Veneto si è appellata contro la legge 99 del 2009 che prevedeva la suddivisione del fondo da 38,5 milioni di euro di sovra gettito tra le regioni produttrici di gas e petrolio, ma anche tra le regioni con rigassificatori, e il Veneto ne ha uno. Un cavillo giuridico a cui la regione settentrionale si è appellata; il Tar del Lazio le ha dato ragione e ora tutto il teatrino del bonus carburanti è saltato per aria.

Ci sta, è nella logica tutta italiana delle invidie, delle gelosie, delle ripicche e degli sgambetti. I commenti dei nostri politici sulla questione e sui nuovi riscontri sono letteralmente esilaranti. De Filippo minimizza e dice che bisogna puntare sul Memorandum, una dichiarazione di avvenuta morte celebrale di tutti i lucani. I tre capoccioni parlamentari lucani del Pdl, Taddei, Viceconte, Latronico, hanno detto che i lucani hanno apprezzato l’elemosina e quindi faranno di tutto per portare a termine questa offesa alla nostra dignità. Ma tutti sono concordi nel incitare i lucani ad andare a prenotare la propria card.

È vergognoso che i lucani facciano la fila per prenotarsi alle Poste. Forse i lucani non hanno capito che il bonus non è ad esaurimento. Il bonus, una volta fatta la domanda, è nostro. Ma i lucani devono fare in fretta, perché vogliono essere i primi, a qualsiasi costo. Le Poste hanno dovuto aprire ben 13 nuovi sportelli in tutta la Basilicata per soddisfare la cafonaggine dei lucani. Computer in tilt, uffici postali presi d’assalto: una corsa agli sportelli in stile Grande Crisi del ’29. Una vergogna, bastava andare su internet ed informarsi decentemente, invece di affannarsi ed azzuffarsi in lunghe file e giornate perse, cosciente che ogni ora persa in una fila ci costa molti punti percentuali di Pil, ma i lucani sono solo buoni a chiedere elemosine, a chiedere contributi per la disoccupazione e a diventare almeno per un giorno un lavoratore socialmente inutile.

Ma facciamoci due conti. Le Poste prendono per la gestione dell’intera struttura ben 5 milioni di euro, che su un totale di 38,5 milioni disponibili sono il 13% annui. Cioè, le Poste prenderanno 1/7 dei nostri soldi per darci due spiccioli. Secondo i conti fatti dai nostri parlamentari (vergognosi) i 33 milioni per la Basilicata, da dividere per i 360 mila lucani patentati, portavano a 90 euro pro capite; ma se mettiamo in conto i 5 milioni di tangente da pagare alle Poste, noi riceveremo solo 28,8 milioni di euro, 78 euro ciascuno, altro che 90 euro. Mettendo che bisogna pagare anche Mastercard per stampare le card, forse beccheremo ancora meno. La mia proposta è la più dignitosa per tutti: connessione Adsl gratis per tutti i lucani, altro che bonus.

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Filed under: Cronaca, Featured, MATERA, Petrolio e Gas, POTENZA · Tags: , , , , ,

7 Responses to "Ricorso del Veneto: bonus carburante sospeso"

  1. pierpaolo ha detto:

    Molto sottile il commento, purtroppo la regione Basilicata non riesce a scrollarsi le tare feudali; colpa sia dei politici che di coloro che li votano ancora. Bisognerebbe ricreare le vecchie ma funzionali eterie, anzichè credere ancora nei partiti manipolatori! Dr. Pierpaolo Leone

  2. pierpaolo ha detto:

    Facendo un pò di calcoli, risulta che la regione Basilicata estragga e coltivi idrocarburi da un bel pò, quindi il bonus carburanti doveva essere già richiesto da qualche anno fa.
    Inoltre l’inquinamento derivante da tale estrazione colpisce i polmoni lucani, anzichè quelli veneti che tanto ci tengono ad ostacolare il popolo lucano. Anche l’acqua doverebbe costare di meno per i lucani dato che posseggono tanti invasi, rispetto ad altri.
    Se ci fosse davvero un federalismo intelligente forse sarebbero gli altri a dover chiedere alla regione Basilicata, la quale ha tanto da offrire anche a livello cerebrale. Pierpaolo L.

    1. Antonio Di Matteo ha detto:

      ha ragione Dott. Leone. ma il sistema impedisce qualsiasi riforma e qualsiasi cambiamento. la popolazione se ne frega. e il tutto va a rotoli. soluzioni?

  3. Domenico ha detto:

    Perche’ parli di tangente alle Poste ?
    Hanno fatto un lavoraccio nell’accettare le pratiche di 270.000 lucani.
    Circa 14 euro a pratica (Stimata) e secondo me questa cifra e’ gia’ comprensiva della spesa per l’emissione della carta.
    Possiamo discutere se sono pochi o tanti, ma sul fatto che ci sia un compenso dietro un servizio prestato non ci vedo niente di male.
    Ciao

    1. Antonio Di Matteo ha detto:

      parlo di tangente per sottolineare l’enorme ammontare di soldi dato alle poste invece che hai cittadini. di certo il servizio delle poste non deve essere gratuito, merita un rimborso, ma come dici tu, 14 euro a pratica sono decisamente troppi. un dipendente delle poste, facendo 3 pratiche, si porta a casa 45 euro, ragionando per assurdo. alla base non c’è nessun tipo di contratto incentivante e poi si tratta di pratiche uguali, standard, quanto tempo ci vuole per sbrigarle? ripeto il 13% dei nostri soldi sono andati alle poste e sono troppi. per tutto il resto c’è mastercard 🙂

  4. AZDRA ha detto:

    vorrei informarvi che se vi studiate il BILANCIO regionale potrete verificare che le Poste SPA in Italia beneficiano già dalla sola regBas per una quota pari a 6 MILIONI euro all’anno per “spese postali” ………… MA A CHI SCRIVONO QUESTI ????????????

    1. Antonio Di Matteo ha detto:

      appena avrò un po’ di tempo ci andrò a spulciare pure io. mi interessa parecchio questa questione da te alzata. 6 milioni di euro potrebbero diventare 30 mila euro se si utilizzassero la posta elettronica certificata. peccato che i nostri amministratori sono un massa di incapaci e di prepotenti. grazie per la segnalazione. ciao