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Fogna nell’acqua potabile a Pisticci

In contrada Tamma, a pochi metri dal ex Club Med, vicino San Basilio, nel territorio del Comune di Pisticci, tredici famiglie sono state praticamente avvelenate con metodi affini a quelli usati durante gli assedi delle città ad opera di chi assedia. Decine di persone nel maggio scorso hanno ricevuto dai loro rubinetti acqua e fogne ad intermittenza; acqua color paglierino, poi giallo scuro e poi marrone vivo. Immediatamente i residenti, dopo i primi malumori gastrointestinali curati con ricoveri ospedalieri, hanno provveduto ad automunirsi di acqua potabile con botti, anche solo per lavarsi e per fare il bucato. A settembre le famiglie hanno provveduto ad interpellare il sindaco di Pisticci, Vito Di Trani, solo dopo aver fatto analizzare le acque, con procedure rigorose. Le analisi eseguite al centro analisi di Marconia, ha attestato il superamento dei limiti di legge per 25 volte della carica batterica, riscontrando streptococchi e ammoniaca, palesi indicatori di feci ed urine.

Ecco come sembra essere la dinamica dell’accaduto: le tubazioni delle fogne e quelle dell’acqua potabile sono state inserite negli stessi scavi, cioè le due tubazioni sono affiancate, alla distanza di pochi centimetri. Entrambe le reti sono ormai datate e molto spesso, soprattutto d’estate, quando il carico di reflui fognari aumenta a causa della presenza dei turisti, quella fognaria cede, richiedendo l’intervento dell’Acquedotto Lucano. Inevitabilmente anche la rete dell’acqua potabile inizia a forarsi, portando all’introduzione nelle tubature dei reflui fognari.

Acqua che invece di essere potabile era fogna purissima, microfiltrata, eau de toilette. Una situazione vergognosa che ha compromesso la salute di molte persone. Le precauzioni dei singoli sono state fondamentali nel prevenire ulteriori complicazioni sanitarie. Questo evento certifica una situazione grave: l’inquinamento del territorio e del Cavone ad opera di una rete fognaria obsoleta e mal gestita. I residenti chiedono una nuova rete fognaria, una nuova rete idrica, e fino alla realizzazione delle nuove infrastrutture, un servizio di autobotti comunali. Ma fin ad oggi le richieste dei residenti sono state disattese, a tutti i livelli istituzionali. Cosa possono fare i cittadini in questa terra per farsi ascoltare? Devono per forza presentarsi con un fucile di fronte ai capoccioni che comandano? I nostri consiglieri regionali hanno trovato velocemente i soldi pubblici per comprarsi 35 iPad e non riescono a trovare qualche centinaio di migliaia di euro per rifare un impianto fognario?

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