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Potenza

Provincia di Potenza L’estensione della provincia permettono la convivenza di un’ampia varietà di paesaggi, popolazioni, dialetti, realtà. Ritroviamo il mare e le costiere rocciose sul Tirreno, i picchi del Sirino, del Vulturino, del Pollino, le colline bucoliche del Melfese. Segno distintivo è l’onnipresenza dell’appenino che divide la provincia nel versante orientale ed in quello occidentale. Questa divisione è la chiave di lettura della storia e della cultura della zona.

Vulture Territorio dalla preponderante presenza della natura, dei boschi, delle fonti sorgive, della popolosa fauna, con vulcani molto attivi nell’età preistorica ed ora stupendi pendii rigogliosi. Zona ricca di storia medioevale, ma anche più recentemente, nel periodo borbonico ed unitario. Terra natia di grandissime uomini della storia italiana e meridionale. Tanti i posti visitati quotidianamente dai turisti, che non mancano di vivere e gustare le tradizioni locali.

Marmo Platano Melandro Culla delle prime popolazioni lucane e sannite, ricoperta di immensi boschi, a stretto contatto con le popolazioni campane. Economia agricola, con coltivazioni estensive ed allevamento. Presenti anche insediamenti industriali, molto spesso a ridosso del confine campano. Povera di montagne vere e proprie anche se le quote medie del territorio sono elevate. Presenti molti esempi di fortificazione, segno di una vissuta storia medievale.

Alto Basento Indicativo del territorio è l’ampia distribuzione della popolazione sul territorio, dove un terzo dei cittadini vive fuori dai centri abitati. Terra ricca di opportunità turistiche e ambientali, ma povera di altri sbocchi. Presenti scorci di bellezza inaudita. Si ricordano le Dolomiti lucane e i borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, appesi alle rocce. Fulcro centrale è la città di Potenza, al centro della valle. La presenza della città permette lo sviluppo di attività commerciali ed industriali, ma soprattutto di servizi.

Val d’Agri Oggi famosa soprattutto per essere una groviera a cielo aperto riempita di siringhe che ne succhiano il petrolio. Presente il turismo invernale sulle piste sciistiche. Molti i luoghi di culto che richiamano fedeli da tutta la regione. Povera l’agricoltura sui colli, dedita all’allevamento e al pascolo. Terra con pregevoli coltivazioni nelle vallate, di raro gusto, come il fagiolo di Sarconi. Ancora alla ricerca di una vocazione, anche se l’unico sbocco, il turismo, gli è stato negato dal petrolio.

Pollino Lagonegrese Forte il legame tra monti e mare. Immenso il patrimonio floro-faunistico, con rarità inaspettate, come il pino loricato. Degna di nota la presenza turistica tutto l’anno: primaverile ed estivo in montagna, estivo e festivo vicino al mare. Stupende e mozzafiato le coste tirreniche. I paesaggi da capogiro, da ammirare, una volta arrivati in cima al Dolcedorme. Forte anche la presenza di reperti storici moderni ed antichi, perchè unico passaggio occidentale per andare in Calabria.

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